Snowdrop days | bianchi festeggiamenti tra bucanevi e cupcakes

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Sessanta giorni o giù di lì sono passati dalla nascita di questo blog. Un periodo strano, a cavallo di due anni dove sono successe molte cose, belle e brutte, ma qui tra queste righe, solo cose bellissime.

Un piccolo punto di riflessione sento di doverlo fare, se non altro per dirvi qualche cosa di più rispetto a quello che troverete ancora in questo piccolo indirizzo virtuale. Non è un elenco di intenti di inizio anno, per l’amor del cielo, qui nessuno riesce a farli, ma un piccolo punto su ciò che piano piano si intende inseguire confusamente.

Il nome che ho dato al blog contiene tre cose che mi sono familiari, care, fanno parte del mio quotidiano, alcune le ho studiate, altre sono passioni, altre ancora fanno parte del lavoro che ho la fortuna di fare: cakegardenproject torte – giardino – progetto.

Dove iniziano i dolci e finiscono i giardini non lo so, o quanto meno, oggi non lo so più, ma di sicuro affronto entrambi sotto l’aspetto progettuale perché è il mio modo congeniale di operare, la mia formazione. Vedo nelle cose la possibilità di trasformarsi, di diventare altro, di migliorare oppure indago, studio, per avere la possibilità di fare altro.

Così spesso i dolci che affronto sono frutto non di una ricetta ma di interpretazioni, collage, ricerche, a volte superficiali, a volte più profonde. Questo vale anche per l’altra faccia, il giardino, luogo deputato alla sperimentazione.

Tutto ciò per dirvi che non avrete qua e là solo ricettine, non è questo lo scopo del mio blaterare, ma un lavoro che vuole mettere in collegamento luoghi apparentemente lontani, ma che proprio per la ricerca di bellezza e creatività, risultano vicini. Un lavoro di fili che si intrecciano e che fanno scivolare luoghi, cose, situazioni, immagini dentro contenitori di vetro che TUTTI possono vedere ed avere perché trasparenti.

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tratto da l’Erberier de Basilius Basler | Le jardin d’Eichstatt

Festeggio i due mesi del blog raccontandovi l’esistenza di un evento che si svolge ogni anno in Gran Bretagna dedicato al bucaneve, il piccolo fiore dal color del latte, bulbosa che sboccia a cavallo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera ….. un piccolo, piccolo fiore.

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Snowdrop days è una manifestazione tutta anglosassone della durata di alcuni giorni durante la quale vivai, giardini botanici e parchi aprono le loro porte, pur essendo magari chiusi per il periodo invernale, per mostrare le loro nuove o storiche collezioni di Galanthus.

Partiamo da Londra e dal 2 al 10 febbraio (questo è il periodo della manifestazione in tutto il Regno Unito) si aprono le porte del Chelsea Physic Garden, il più antico orto botanico inglese dopo quello di Oxford. Il Chelsea ha nella sua collezione oltre 700 cultivar che nel periodo della manifestazione si moltiplica a dismisura perchè sono esposte tutte le novità dell’anno e molto di più.

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Snowdrop Theatre | Chelsea Physic Garden
photographed by Rosie Atkins

Per capire quanto gli inglesi sono devoti al bucaneve bisogna ricordarci che Galanthophile è l’appellativo che si dà, dalla seconda metà del XIX secolo, ai collezionisti e studiosi di Galanthus. Generalmente sono uomini i maggiori maniaci dei bucaneve e studiosi e “giardinieri” come James Allen (1832-1906) hanno avuto l’onore di aver dato il loro nome a uno di questi fiorellini; il Galanthus allenii, un ibrido è il nome che il botanico J.G. Baker ha dato in memoria di Allen. Altro che diamanti! sogno da sempre un uomo che mi dedichi il nome di un fiore, come il quel film con Walter Matthau “E’ ricca, la sposo e l’ammazzo” dove uno squattrinato ex scapolone aspirante uxoricida di un’ereditiera maniaca di botanica finisce per avere come dono d’amore il suo nome alla rarità botanica e … tutto cambia!

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Questi festeggiamenti partono dal 2 febbraio, il giorno della Candelora, perché il bucaneve, in ambiente cristiano, è associato al giorno della Purificazione di Maria come simbolo di purezza per il suo candore. Nel mondo celtico questo giorno festeggia invece il passaggio dalle tenebre alla luce e quindi cosa c’è di più simbolico di un fiore candido come la neve?

In Inghilterra si dice poi che fu Elisabetta I ad introdurre il Galanthus, strappato dalle nostre terre (le terre di origine sono tra il Caucaso e L’Asia Minore insieme all’Europa) e da quel momento in poi l’amore per questo piccolo fiore è diventato quasi maniacale. Ma si sa, gli inglesi e le piante sono un discorso a parte, e definirli maniaci non è propriamente giusto perché ormai il loro DNA si è modificato da talmente tanto tempo e il loro corredo genetico ha qualche cosa di verdolino.

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Ma ritorniamo alla manifestazione.

Da Londra bisogna spostarsi ed ecco che sono tanti i Snowdrop gardens da visitare.

Il più famoso è il RHS Garden di Wisley nel Surrey che ha la collezione nazionale di bucaneve, ma la lista è lunga e questi giardini e parchi sono sparsi un po’ ovunque nel territorio inglese: Il Minterne Gardens nel Dorset, Il Felley Priory Garden nel Nottinghamshire, il Rode Hall Gardens nel Cheshire, il Benington Lordship Gardens nell’Hertforshire. La lista dei parchi è lunghissima, interminabile e continuerebbe all’infinito ma mi fermo qui e se volete saperne di più perché vi è nata una certa curiosità, ve la dovete conquistare ….. si va sul sito della Royal Horticultural Society e si spulcia!

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Per aumentare la vostra curiosità immaginate solo di camminare vicino a prati con distese di bianchi fiorellini che magicamente sbocciano dai campi ricoperti di brina, o, se siete fortunati, da superfici innevate. E pensate poi la fortuna ….. gli stessi parchi, hanno collezioni di scille ed altre bulbose che in primavera colorano meravigliosamente il tutto come in un quadro di Monet. Se non si ha la fortuna di poter andare fisicamente a passeggiare, possiamo sempre accontentarci dei siti web che ormai ciascun parco ha e soprattutto, siccome sono maniaci, lo abbiamo detto più volte, alcuni parchi hanno anche le webcam che spiano il giardino in tempo reale…….cosa volere di più?

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Di più oggi vi posso dare solo che un cupcake bianco come il bucaneve ma con il cuore di crema allo speculoos, una crema che parte da un famoso biscotto speziato che una mia amica mi ha portato dal Belgio per natale. Credo che, eresia, eresia, abbandonerò la famosa crema di nocciola per questa bontà per quanto mi piace. Il frosting è una candida, soffice, profumata meringa svizzera alla vaniglia che sarete capaci di leggere un po’ ovunque per cui niente ricette, oggi tutti concentrati sui fiori aspettando la primavera.

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6 Comments

  • Rita
    4 anni ago

    Bello, dotto, poetico e gustoso….
    un artefatto tutto made in Italy, capace di sublimare nella metafora del “cuore” quanto, in terre coperte da fitte coltri di neve, di tale dolcezza – un bene raro – non resta più che fabbricarne e re-inventare necessariamente degli altrettanto artificiali super-concentrati di glocosio!!!!
    RO

    • 4 anni ago

      Ehilà Rita, un zollucchero di complimenti, Gulp! E allora che glucosio sia! Un abbraccio da tutti noi dal profondo sud……

  • Pietro
    5 anni ago

    Ciao CakeGardenProject:
    visto il super successone della “torta parco giochi”
    che ci hai preparato l’anno scorso per il primo compleanno di Sofia,
    vorremo chiederti di preparaci per la festa di Domenica prossima
    una torta avente per tema BARBAPAPà.
    §

    • 5 anni ago

      Ma felice, sicuro, lo sai! Mi sono auto eletta cakedesign di tutte le torte di Sofia finché lei vorrá! Pensavo di mettere barbalalla in cima! Sempre e solo sui colori che piacciono a Sofia naturalmente! Baci e ci sentiamo in settimana 🙂

  • 5 anni ago

    sempre molto interessanti le tue divagazioni floreali

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