Fior fiori di passioni | il Festival del Verde e del Paesaggio 2013

Follia d'Autore. Claudio Bertorelli, Asprostudio. La sedia che scotta.
Follia d’Autore. Claudio Bertorelli, Asprostudio. La sedia che scotta. particolare

Questo blog per me è un angolo di libertà. Posso parlare di quello che mi piace senza dover usare paroloni e frasi difficili. Posso scrivere ed esprimermi semplicemente e soprattutto parlare di ciò che mi piace di più. Lo avete capito, ho la passione per i pasticci in pasticceria, ho un occhio, ormai invecchiato, da architetto, e soprattutto una malsana passione per il giardino e il paesaggio. Qui ne posso parlare con semplicità, a volte con ironia, e incrociare tutte queste mie passioni e debolezze con collegamenti pindarici spesso improbabili, ma che a me piacciono molto e stimolano la mia debole e distratta creatività. I discorsi seri, e chi mi conosce lo sa che ne faccio tanti e noiosi, li esplicito e li scrivo da altre parti, qui ho il mio angolo di libertà per cui non mi scuserò per le prossime righe che seguiranno questo prologo noioso. Parlerò esclusivamente di ciò che mi è piaciuto dell’edizione di quest’anno del Festival del Verde e del Paesaggio a Roma. Sarò parziale e selettiva, parlerò perciò di poche cose che mi hanno incuriosito.

Allora, veniamo al dunque!

Questo fine settimana a Roma si svolge il Festival del Verde e del Paesaggio. E’ alla terza edizione e insieme alla bellissima esposizione di Castel Giuliano, che si è tenuta la settimana scorsa, un appuntamento che per le assatanate/i di verde and company è irrinunciabile.

Si discosta da altre esposizioni che riuniscono esperti, appassionati e produttori del verde per il fatto che all’interno della manifestazione sono esposte istallazioni temporanee che ogni anno vedono architetti, paesaggisti, giovani neo laureati di paesaggio, giovani professionisti che, o tramite concorso, o chiamati dai curatori scientifici, si cimentano su temi diversi che cambiano di anno in anno. Tutte istallazioni dove i progettisti devono recuperare uno sponsor per la realizzazione e là dove non è possibile, autocostruite da loro stessi.

Una bella riflessione proprio sulla creatività della progettazione, rivolta al lavoro soprattutto del paesaggista o di chi, pur venendo da altre discipline, si occupa della progettazione del paesaggio.

Quest’anno ben tre le sezioni.

Andiamo per ordine.

Le Follie d’Autore.

I Folli progettisti chiamati ad esprimersi sul tema Cura vs Crisi, sono stati invitati ad esporre le loro opere su chiamata diretta da Franco Zagari, che ha curato questa sezione.

Vi racconterò solo quella che mi è piaciuta di più, l’istallazione che più delle altre era nelle mie corde.

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Follia d’Autore. Claudio Bertorelli, Asprostudio. La sedia che scotta.

Follia d’Autore La sedia che scotta di Claudio Bertorelli, Asprostudio.

Una struttura leggera appoggiata al parapetto della cavea dell’Auditorium, tutta in acciaio inox. Una vasca con un velo d’acqua è l’ostacolo da superare (indossando degli stivali di gomma in dotazione) per conquistarsi il privilegio di dondolarsi su una scottante seduta mobile, punto visivo privilegiato per arrivare con lo sguardo al centro della cavea dell’Auditorium o al centro di un interesse visivo.

Il dondolo singolo è di metallo, per cui al sole scotta e quindi a scomodità di conquista si aggiunge la scomodità fisica ella seduta. Ma forse la voglia di guardare giù sarà più forte di questi questi piccoli “ostacoli”?  Vedremo….. Coloro che ci sono riusciti sono stati marchiati dall’autore con un timbro, un po’ come si fa in discoteca quando si entra (o almeno così mi dicono ….. io ho un’età che usava ancora il biglietto….)

E’ ovvio che ci deve essere un’altro protagonista e cooautore nell’istallazione …… il sole!

Una visione positiva che ci proietta verso il superamento dell’oggi, pur dondolando scomodamente su uno specchio d’acqua. Ma l’esperienza dell’attraversamento e il superamento della “scottante” difficoltà viene ripagato dal giocoso oscillare fanciullesco di lontana memoria. Un’azione dimenticata che riaffiora nel presente per guardare con ottimismo il futuro. Io l’ho letta così ……

Il mio personale premio va a questa follia!

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Follia d’Autore. Claudio Bertorelli, Asprostudio. La sedia che scotta. particolare del giardino acquatico

Interessante il gioco dondolante delle trasparenti semisfere galleggianti sull’acqua che accolgono piccole e candide fioriture (orchidee nane), insieme a ciuffi fioriti di papiri. Un gioco di riflessi magnetico.

L’istallazione dopo il Festival, se siete interessati,  sarà venduta al miglior offerente attraverso un’asta online.

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Follia d’Autore. Claudio Bertorelli, Asprostudio. La sedia che scotta. particolare

Mi spiace per gli altri Folli, colleghi e alcuni anche amici, ma il mio interesse e curiosità si è concentrato solo su questa istallazione.

Secondo evento.

Questa volta sono istallazioni selezionate attraverso un concorso, sotto la supervisione di Franco Panzini:  Balconi per Roma.

Una serie di micro istallazioni della dimensione di 80×200 cm sul tema dell’allestimento di un balconcino sono state affidate a giovani progettisti under 30. Qui non vi posso esprimere una mia preferenza perchè sono tutti da vedere se non altro perchè registrano i primi vagiti di giovanissimi progettisti che si affacciano al grande pubblico. Un grande sforzo di impegno e di idee che merita rispetto e attenzione. Per questo li abbraccio tutti, belli e brutti, interessanti o meno, già visti od originali.

Ultima e nuova sezione che cambierà tema di anno in anno e sempre sotto concorso anonimo: Avventure creative: Sedersi in giardino.

Il tema è quello, per l’appunto, della seduta in uno spazio dentro un giardino o che guarda un giardino.

Vi racconto le istallazioni che mi hanno incuriosito.

La panchina di Marcovaldo.

Emanuele e Andrea Penna e Nicole del Re si cimentano esponendo una panchina rosso lacca sollevata su uno specchio d’acqua dove galleggiano zolle fiorite e nuotano, un po’ impauriti, piccoli pesci rossi.

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La panchina di Marcovaldo.

La loro panchina con i piedi allungati all’inverosimile mi ha ricordato l’immagine del torii, i portali votivi arancioni dei santuari schintoisti giapponesi e soprattutto, quello famosissimo, del santuario di Miyajima in Giappone, posto sull’acqua per l’appunto.

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Altra istallazione è Guardallà,  l’opera collettiva di studenti e docenti del corso di progettazione dei giardini dell’Istituto Quasar di Roma.

Guardallà. Istituto Quasar
Guardallà. Istituto Quasar

Una serie di tubi di cartone di diversa altezza disegnano un colonnato che racchiude uno spazio  rettangolare dove le sedute, realizzate con gli stessi tubi, si snodano lungo i lati dell’istallazione. I tubi poi sono chiusi alla sommità da piante officinali. L’idea dei tubi di cartone non è originale, diversi tubi di altri formati e colori li ritroviamo in allestimenti sempre all’interno del Festival, ma l’uso che si fa delle loro sezioni annegate della ghiaia della pavimentazione, un po’ a simulare quelle mattonelle di plastica del prato armato, è convincente.

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Guardallà. Istituto Quasar

Ultima istallazione che mi ha incuriosito è quella che spudoratamente e ignobilmente preferisco.

Habemus Vanitas dello spagnolo Manuel Munoz Segura.

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Habemus Vanitas. Manuel Munoz Segura

L’istallazione mi è piaciuta non perchè uno spagnolo ha messo seduti 12 cipressi, piante simbolo del nostro paesaggio, ma perchè è riuscito a costruire un’azione intorno a questa opera statica.

Segura ha creato inoltre un blog che seguirà il viaggio che questi dodici cipressi faranno dopo la chiusura del Festival. Un viaggio da Roma fino a Milano con 12 tappe in 12 paesaggi caratteristici della nostra Italia dove ad ogni tappa (Tivoli, Viterbo, Orvieto, Todi, Assisi, Siena, Monteriggioni, San Gimignano, Volterra, Appennini Bolognesi, Modena, Parma, Milano.), verrà piantato un cipresso, come omaggio al nostro paesaggio. Ogni cipresso avrà poi un nome della nostra Commedia dell’arte.

Chi vuole potrà effettuare una donazione per supportare economicamente questa iniziativa che produrrà un libro e un video come testimonianza del “viaggio votivo” di questi Cupressus.

Per saperne di più potete andare sul blog www.tallermuse.blogspot.it e sotto lo slogan “contribuisci alla bellezza del passaggio italiano“, potete leggere molto di più rispetto a questo progetto dinamico.

E poi uno spagnolo che omaggia l’Italia in questo modo mi è piaciuto moltissimo!  Si vede che all’estero sono più attenti a noi che non noi stessi ……..

Ma al Festival si possono soprattutto incontrare numerosi espositori “verdi” specializzati  che qui espongono le loro creature nel pieno splendore. Come non rimanere incantati davanti alle ninfee di Eta Beta o dai colori delle Tradescantie e le Clematis di Alessandra Orsi, o le rarità fruttifere dei Vivai Belfiore o ancora davanti agli Eupatori di Vincenzo Nardi e quella infinita grazia dei Dianthus (i garofanini) del vivaio specializzato di Recanati Il Fiore dei Fiori?

E poi tante rose, graminacee, perenni, piante da ombra e da sole, cactacee, pelargoni, camelie, peperoncini, aromatiche, e, e, e, ……. insomma dovete vedere con i vostri occhi…..

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L’elenco è lungo e la passeggiata piacevole e anche se si possiede solo una finestra, un davanzale, la tentazione di portarsi a casa una piccola amichetta vegetale è tanta.

E poi incontri e conversazioni sul giardino e presentazioni di recenti uscite editoriali.

Gaia Zadra che premia  Rossella Sleiter durante la presentazione del suo ultimo libro " Cercatemi in giardino"
Gaia Zadra che premia Rossella Sleiter durante la presentazione del suo ultimo libro ” Cercatemi in giardino”

Oggi, per esempio, verranno presentati Uomini e piante di Lucilla ZanazziLa cura dei giardini storici. teoria e prassi di Michael Rohde, curatore dei parchi storici di Berlino, libro tradotto in italiano da Massimo de Vico Fallani. Due libri da leggere, rileggere, consultare per i prossimi anni. Il primo racconta le passioni smodate e autodistruttive di tanti personaggi sparsi su tutto il territorio italico che Lucilla Zanazzi ha intervistato facendo emergere le loro insane  manie e passioni  verso le piante,  attraverso le loro strane e rocambolesche storie di amore e dipendenza verso alcune meraviglie verdi che coltivano gelosamente e con le quali spesso, convivono. L’altro libro è una sorta di manuale dove sono spiegate in modo esemplare le tecniche antiche e moderne che sono utilizzate oggi dall’autore nella cura e manutenzione del patrimonio storico dei parchi berlinesi. Roma è lontana da ciò anni luce!

E poi ancora altro, come la mostra d’arte ideata da Ciriaco Campus: Paesaggi a Nord-Ovest.

Un gruppo di giovani artisti selezionati dal corso di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma sono stati chiamati a lavorare sul tema del paesaggio.

E qui sono rimasta incantata davanti all’opera di Domenico Cornacchione, un dispenser di palline di plastica le quali hanno all’interno una piccola unità di paesaggio: un albero, una casa, un cespuglio, ecc.

Geniale ludico ed onirico.

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Domenico Cornacchione

Io ho pescato un piccolo albero che terrò gelosamente come portafortuna, ma domani cercherò di accalappiare altri elementi per il mio pocket-paesaggio da scrivania!

Domenico Cornacchione
Domenico Cornacchione

E poi, e poi, e poi corsi, concerti, spazi giochi per i più piccoli, oggetti di designer e arredo per esterni di artigianato e di qualità e infine, un po’ di gastronomia di eccellenza, golosità da passeggio.

E qui chiudo con un cremolato buonissimo, mangiato in sostituzione del pranzo.

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Il cremolato di more che ho scelto era accompagnato da un buon gelato alla vaniglia della gelateria  La casa del Cremolato che a Roma si trova in via Priscilla. Un indirizzo da ricordare e un cremolato indimenticabile! provare per credere! E lo dico da super golosa di gelati …….

Insomma se state a Roma spero di avervi incuriosito. La manifestazione chiuderà domenica 19 maggio.

Se invece siete sparsi altrove, beh, potete visitare il sito del Festival e scaricare i catalogo delle due edizioni passate dove troverete un po’ dell’atmosfera che si respira da queste parti, oppure potete mettere l’appuntamento in agenda e il prossimo anno fare un fine settimana in questo periodo nella capitale e perchè no, fare anche un salto all’Auditorium. Uscirete sicuramente con una nuova e simpatica amichetta fiorita ……. è inevitabile ……

1 Comment

  • 4 anni ago

    E’ tutto bellissimo, e’ vero sai, il blog e’ un luogo di liberta’, quanto adoro i fiori ma quest’anno, nulla da fare, non riesco a finire di piantarli in giardino, il tempo fa i capricci, ti auguro un buon weekend e ti mando un bacione, dimenticavo il cremolato, mamma mia, che buono, io farei pranzo sempre cosi’ 🙂 !!!!

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