schegge e lamponi

 

 

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Mi capita spesso di iniziare in un modo e finire in un’altro.

Mi spiego.

Mi organizzo, ordino, preparo, prendo appunti, mi faccio uno schema mentale e spesso anche scritto o disegnato, inizio e ….. cambio.

Per quello che deve essere come deve essere, non ci sono problemi, mi concentro, mi impegno e le cose vanno bene, ossia, vanno come devono andare.

Ma quando invece la cosa riguarda solo esclusivamente un mio interesse, un mio personale momento, insomma una cosa del tipo “te la suoni e te la canti”, allora le cose sono diverse, inizio in un modo e finisco in un altro. E spesso la cosa è talmente repentina che non riesco neanche a registrare i passaggi e quindi dopo, faccio fatica a ricordarmi come ho fatto, come da una deviazione di pensiero mi ritrovo una cosa praticamente perfetta. E chiaramente non riesco a replicarla…….

Non credo di essere sola in questa condizione, vero?

Questa è la storia della tortina che è nata in un modo è pian piano si è trasformata in un piccolo bouquet goloso.

 

 

 

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Dovevo fare una Victoria sponge cake.

Compro i lamponi per il ripieno, compro la marmellata ai frutti di rovo (quella buonissima di una nota marca toscana), mi riempio di panna da montare tanto che il mio frigorifero si è trasformato in una latteria domestica tra latte, yogurt, burro e panne di ogni genere e di diverse percentuali di massa grassa. Insomma le due povere melanzane, che stazionavano solitarie  al fresco, si sentivano circondate, accerchiate, tanto che appena entrate al “fresco” volevano subito evadere sognando di trasformarsi in una parmigiana fumante.

 

Mi armo di teglia diametro 20 cm, uova, zucchero, burro, farina e lievito e in due ore (ho solo una teglia di quella dimensione per cui due infornate…. sing!) e le basi, alle 23 sono fatte.

Bene, ho tutta la notte per farle raffreddare sulla graticella e domani, cara sponge, sei montata.

 

 

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Il giorno dopo, di buon mattino  monto per bene la panna nel recipiente ben gelato della planetaria. E li la prima distrazione. Mi dimentico di mettere il coperchio anti schizzi e quindi ecco che mi riduco la faccia a pois bianchi lattiginosi.

Pulisco tutto, faccia, pareti, piano di lavoro e passo alla seconda operazione: spalmare di marmellata una delle due basi. parto dal centro per poi spingere delicatamente la poltiglia appiccicosa verso i bordi in modo tale da farla tracimare un po’ sui bordi (non so quante foto ho studiato per fissarmi l’immagine golosa di questa torta).

Armata di spatola più grande spalmo una dose esagerata di panna per uno spessore di 5 cm e aggiungo a pezzi la prima variante, delle profumate fragole che ormai stavano profumando anche le due povere melanzane.

Aggiungo il secondo disco e …… qui bastava solo fare una bella spolverata di zucchero a velo e il gioco era fatto, ma poteva finire così?

No.

 

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Decido di replicare l’immagine di un’altra torta che mi era capitata nella mia ricerca (una pasta genovese morbidissima) e armata di sac-à-poche e beccuccio enorme mi metto a fare una specie di palletta (per intenderci, la forma delle quenelle).

Ma la panna non è quella giusta, mi dico.

Se questo dolce deve passare un’ora in macchina con il caldo che è arrivato, e sopravvivere soprattutto alla guida sprint di mio fratello, beh, forse è meglio non sfidare la sorte.

Prendo la spatola e ….. splash, spalmo tutta la panna montata sul dolce, realizzando delle “pennellate”  scimmiottando la Martha Stewart.

 

 

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Mi allontano, la guardo, anzi l’ammiro e decido che qualche lampone là sopra poteva starci bene.

Inizio con un giro, due giri, e finisco i lamponi (ma perchè qui in Italia le vaschette sono così piccole?)

Più in là le fragole oversize che avevo affettato per la farcia mi occhieggiano, come dire, possiamo andare anche noi li sopra?

Ed ecco che l’ultimo giro lo finisco con le fragolone intere.

E sai che ti dico? Gli lascio anche il toppicciolo, così fanno tanto dolcetto americano.

 

Mi allontano pr rimirar e mi accorgo che le proporzioni erano sbagliate.

La torta, un cilindro verticale tutto bianco aveva così una copertura un po’ piatta con i lamponi e le fragole.

Insomma mi sembrava un po’ monotona, poco effervescente.

Intanto si erano fatte le dieci e alle dodici dovevo essere pronta sulla porta di casa con la torta in mano, trucco e parrucco, la scelta del cosa mettermi (farà caldo o freddo?, mi vesto scaciato o da gentil signora…. ecc., ecc.),  il cambio borsa e fatte naturalmente le foto per il blog (stress allo stato puro).

 

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“Cioccolato, si, il cioccolato ci sta bene con la panna, con le fragole e con i lamponi” e quindi più veloce della luce prendo 200 grammi di cioccolato fondente, lo trito, lo schiaffo in un pentolino, lo sciolgo, lo verso sul marmo, lo tempero e poi lo spiano dentro due fogli di carta forno e lo faccio rapprendere in freezer.

Tempo lavaggio capelli e i frantumi di cioccolato erano pronti per essere sminuzzati e infilzati come tante scagliette, modello vetro frantumato sui muretti, sulla torta tra una fragola e l’altra.

La guardo per l’ultima volta e penso: “ma quanto sei bella ora!”

Adesso si che sei finita, mia cara tortina con la voglia di Victoria sponge cake ……….

 

 

Cake Bouquet fragole, lamponi e cioccolata

 

ingredienti (per due basi di torta diametro 20 cm)

  • 4 uova intere a temperatura ambiente
  • 200 gr di burro ammorbidito
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 200 gr di farina 00
  • mezza bustina di lievito
  • due cucchiaini di estratti di vaniglia
  • un po’ di latte intero (qb)
  • un pizzico di sale

per la farcia e la copertura ho utilizzato

  • 750 ml di panna da montare
  • 250 gr di fragole
  • un cestino di lamponi
  • 3/4 di vasetto di marmellata ai frutti di rovo
  • 200 grammi di cioccolata amara, almeno al 70%

 

procedimento per le basi (il resto ve l’ho raccontato, no?)

  • nella planetaria ho montato il burro con lo zucchero per 15 minuti
  • ho aggiunto poi uno alla volta le uova
  • ho setacciato la farina con il lievito
  • ho aggiunto la vaniglia e il pizzico di sale nel composto e in ultimo la farina
  • ho versato metà del composto in una teglia imburrata e infarinata (ma si può utilizzare anche la cartaforno)
  • ho infornato per 20/30 minuti circa a 180°C a forno preriscaldato
  • ho sfornato e lasciato raffreddare su una gratella

 

 

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8 Comments

  • 3 anni ago

    più leggevo e più pensavo : Claudia questa sei tu. Stesse trasformazioni in corso d’opera – pasticci – ripensamenti – è tardi – le foto – chemimetto … poi peró guardo le foto della tua torta e… beh.. no… magari fossi io 😉 .
    è un piacere trovare blog come questi. brava 😉
    claudia

  • 3 anni ago

    Ciao! come ti avevo già scritto, le tue torte per me sono di grande ispirazione! Ti ho linkato sul mio blog, spero non ti spiaccia! Baci

  • 3 anni ago

    fantastica e di ispirazione!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 3 anni ago

    Bellissima Monica, sei un artista in tutti i sensi, baci!!

  • Semplicemente stupenda *_*
    Ti auguro una splendida serata
    Lou

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